IMPACT

INTERVENTI E RISULTATI

I mandati che hanno tradotto framework strategici in assetti operativi documentati

TRACK RECORD

Mandati di sistema, risultati documentati

Interventi che attestano la conversione del framework strategico in assetto operativo verificabile, dal piano di policy alle dinamiche di mercato

La traduzione dell’alta strategia in architetture funzionanti e cambiamento misurabile

Ecosistemi

I mandati Avantime nascono e si chiudono dentro tre ecosistemi distinti, ciascuno con una grammatica decisionale propria, che il metodo riconosce e tiene insieme

Corporations

Vertici di Large Corporation strategiche, italiane e internazionali, su mandati di sistema

Istituzioni

Istituzioni centrali italiane, enti di governo regionale, organismi europei e internazionali

Ricerca

Università, business school, think tank, in particolare l'asse permanente con il CED

CORPORATIONS E ISTITUZIONI

Strategic Coopetition

Ingegneria degli ecosistemi competitivi e governance fiduciaria delle alleanze strategiche

C-LEVEL

Coopetizione

Ceo e vertici C-level di Large Corporation, leadership militare e istituzioni centrali con responsabilità su organizzazioni di scala sistemica.

Decisori che governano modelli societari ibridi (Joint Venture strategiche, modelli satellitari, alleanze infrastrutturali) in scenari caratterizzati da elevata interdipendenza tecnologica e dalla necessità di operare con competitor sui medesimi progetti.

I modelli manageriali tradizionali si rivelavano inadeguati di fronte all’obbligo competitivo di collaborare con rivali diretti per accedere all’innovazione di frontiera.

Le organizzazioni vivevano una tensione strutturale irrisolta: gestire simultaneamente la creazione di valore congiunta, che è l’obiettivo dell’alleanza, e l’appropriazione di valore individuale, che resta l’obiettivo primario di ciascun socio.

L’incapacità di governare questo paradosso produceva rischi concreti: blocchi decisionali da dispute commerciali, stallo dei programmi di innovazione condivisa e, soprattutto, unintended knowledge spillover, la dispersione involontaria di know-how proprietario e Ip a favore del partner-competitor.

Avantime è intervenuta portando le “nuove abilità” manageriali necessarie per governare la tensione strutturale tra cooperazione e competizione, in qualità di unico depositario della metodologia operativa della Coopetizione, concepita ex novo dal Centro Economia Digitale.

Ha assunto il Ruolo di Terza Parte (Coopetition Staff esterno), garantendo le funzioni vitali di Analisi, Strategia e Controllo che le parti coinvolte non possono gestire internamente per conflitto d’interessi.

L’intervento ha tradotto la visione strategica del vertice (Ceo Vision Alignment) in un’architettura operativa capace di assorbire le frizioni interne all’alleanza.

Le leve principali attivate sul piano della governance:

  • Design Organizzativo basato sul “Principio di Separazione”: Assetto con team e flussi distinti per le attività cooperative e quelle competitive, integrati da meccanismi di co-management, per evitare la contaminazione degli obiettivi.

  • Governance delle Tensioni e “Principio di Conciliazione”: Protocolli che isolano le dispute commerciali e impediscono che blocchino l’avanzamento tecnologico o gli obiettivi strategici dell’alleanza.

  • Advanced Knowledge Governance & Value Protection: Sistemi di gestione delle asimmetrie informative e protezione attiva dall’unintended knowledge spillover. La governance distingue con disciplina la creazione di valore condiviso dell’iniziativa congiunta dai meccanismi di appropriazione di valore spettanti alle singole entità, garantendo la tutela degli asset proprietari conferiti secondo gli accordi.

La vulnerabilità sistemica si è convertita in capacità operativa stabile.

L’assetto strutturale costruito permette nella pratica velocità di esecuzione sui progetti di innovazione congiunti, con time-to-market accelerato, e protezione effettiva degli asset proprietari (Ip).

Le alleanze complesse hanno cambiato funzione: da centro di costo e di rischio sono diventate un canale di business presidiato, capace di liberare il valore degli ecosistemi condivisi sotto una governance disciplinata e indipendente.

La strategia in grado di combinare simultaneamente dinamiche cooperative e competitive tra due o più entità al fine di ottenere reciproci e significativi vantaggi per aumentare la capacità di rispondere efficacemente alle sfide complesse dell’innovazione tecnologica, dei mercati e dei processi geostrategici

MINISTERO

Libro Bianco sulla
Strategia Industriale del MIMIT

Ingegneria della politica industriale nazionale e Transizione 5.0

MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY

Libro Bianco

Istituzione Centrale di Governo (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

L’organo esecutivo responsabile della definizione e dell’attuazione della strategia economica e industriale del Paese, incaricato di tracciare la rotta per la competitività nazionale al 2030.

Ridefinire il paradigma industriale nazionale in uno scenario globale segnato dalla doppia transizione, digitale ed ecologica, e dalla ridefinizione delle catene del valore.

Il sistema produttivo italiano correva un rischio specifico: il modello del Made in Italy, costruito sull’eccellenza manifatturiera, sarebbe andato fuori scala senza l’integrazione strutturale delle tecnologie avanzate, dall’AI alla robotica industriale, sull’orizzonte 2030.

Il passaggio richiesto era da una postura di adattamento reattivo a una strategia industriale che governasse la complessità e fissasse la traiettoria competitiva di lungo periodo.

Sotto la guida diretta di Rosario Cerra e del team scientifico, l’intervento ha contribuito all’architettura strategica del Libro Bianco sulla Strategia Industriale, ingegnerizzando le proposte fondative di una politica industriale costruita sull’innovazione tecnologica come variabile centrale, non accessoria.

Le leve principali attivate:

  • Design dell’Architettura “Made in Italy 5.0”: Definizione del framework concettuale per l’evoluzione del sistema produttivo verso un modello che integra tradizione manifatturiera e tecnologie avanzate.

  • Ingegneria dei Pilastri Strategici Nazionali: Strutturazione dei sette assi fondamentali (innovazione e tecnologia, capitale umano, infrastrutture, sostenibilità, finanza per la crescita, internazionalizzazione, governance) che sostengono la transizione.

  • Codifica del Modello “Stato Stratega”: Elaborazione del modello di governance in cui il decisore pubblico evolve da regolatore ad abilitatore strategico degli ecosistemi industriali complessi.

L’istituzione centrale dispone oggi di un framework strategico codificato che orienta la politica industriale italiana verso il 2030.

La visione è stata tradotta in un position paper strutturato che fissa la traiettoria del sistema produttivo verso un modello integrato, sostenibile e ad alta intensità tecnologica.

È il substrato analitico su cui si appoggiano oggi le scelte legislative e operative di politica economica del Paese.

Una politica industriale fondata sull'innovazione tecnologica come motore strutturale del sistema produttivo italiano

ENTE PUBBLICO TERRITORIALE

Agenda Digitale della Regione Lazio

Architettura strategica dell'ecosistema digitale regionale

REGIONE LAZIO

Agenda Digitale

Ente Governativo di scala regionale / Pubblica Amministrazione Complessa.

L’istituzione titolare della cornice strategica e della programmazione operativa della trasformazione digitale del territorio in coerenza con le strategie italiane ed europee.

Accelerare il percorso di trasformazione digitale in uno scenario segnato da nuove forme di povertà digitale e da divari crescenti tra cittadini, imprese ed enti locali del territorio regionale.

Il sistema regionale richiedeva una visione unitaria per uscire dalla frammentazione e per indirizzare le risorse verso un modello di Smart Region, capace di convertire la vulnerabilità infrastrutturale e i deficit di cybersicurezza in un assetto competitivo costruito sul dato.

Il problema, prima che tecnologico, era di governance: serviva un framework strutturale che mettesse il digitale al servizio dei diritti, delle opportunità economiche e della sostenibilità dello sviluppo regionale.

Il team Avantime ha concepito e realizzato l’impalcatura strategica complessiva dell’Agenda Digitale. L’intervento, guidato dall’individuazione degli ambiti fondativi da parte di Rosario Cerra, ha ingegnerizzato la roadmap della transizione del Lazio verso un modello regionale data-driven.
Le leve principali attivate:

  • Ingegneria dei Pilastri Strategici: Definizione dei cinque ambiti strutturali (Infrastrutture abilitanti, Cybersecurity, Cultura digitale, Accesso alla tecnologia, Design dei servizi) che costituiscono l’ossatura della programmazione regionale.

  • Disegno del Modello “Data-Driven Governance”: Strutturazione di una strategia che converte i dati, attraverso modelli Open Data e architetture IoT, in attivatori di valore pubblico e in asset per il monitoraggio del territorio in tempo reale.

  • Allineamento Sistemico degli Stakeholder: Processo partecipativo che integra i bisogni di cittadini, imprese ed enti locali nel design dei servizi, garantendo l’adozione effettiva del nuovo assetto.

Il sistema regionale dispone oggi di una cornice strategica permanente:

l’ambizione politica è diventata un assetto programmatico strutturato che orienta l’evoluzione del territorio attorno a un principio operativo netto: più dati, usati meglio e in più ambiti, al servizio della qualità della vita e della competitività.

È la base sulla quale il Lazio può oggi evolvere verso una Smart Region costruita su modelli collaborativi e inclusivi.

Più dati, usati meglio e in più ambiti, al servizio della qualità della vita, della competitività territoriale e dell'accessibilità dei servizi

Ogni mandato si negozia sui risultati attesi, non sui titoli del documento.

Torna in alto