IMPACT
Innovazione Reale
L’innovazione che crea valore economico, sociale e ambientale
REALITY
Impatto sistemico
Interventi che certificano la generazione di innovazione, dalla policy al valore di mercato
La traduzione dell’alta strategia in architetture funzionanti e cambiamento misurabile.
Ecosistemi
Avantime muove idee, persone e capitali per far crescere i partner, i clienti e le comunità in cui opera.
Accademia
Università, alta formazione e ricerca strategica.
Corporations
Grandi realtà nazionali e internazionali.
Istituzioni
Istituzioni: italiane, europee e internazionali.
CORPORATIONS E ISTITUZIONI
Strategic Coopetition
Ingegneria degli ecosistemi competitivi e ridisegno dei mercati
C-LEVEL
Coopetizione
Vertici C-level di grandi imprese, leadership militare e alte istituzioni centrali, alle prese con modelli societari ibridi, joint venture strategiche e modelli satellitari, in scenari ad alta interdipendenza tecnologica.
La tensione era strutturale: collaborare con un rivale, o un potenziale tale, per innovare senza disperdere nel farlo il valore proprietario. Le organizzazioni dovevano gestire insieme la creazione di valore congiunto, obiettivo della collaborazione, e l’appropriazione di valore individuale, obiettivo dell’azienda o dell’organizzazione. Il mancato governo del paradosso esponeva a blocchi decisionali, stallo dell’innovazione e, soprattutto, agli unintended knowledge spillovers, la perdita involontaria di know-how proprietario a favore del partner-competitor.
I modelli manageriali tradizionali si rivelavano inadeguati di fronte all’obbligo competitivo di collaborare con rivali diretti per accedere all’innovazione di frontiera.
Le organizzazioni vivevano una tensione strutturale irrisolta: gestire simultaneamente la creazione di valore congiunta, che è l’obiettivo dell’alleanza, e l’appropriazione di valore individuale, che resta l’obiettivo primario di ciascun socio.
L’incapacità di governare questo paradosso produceva rischi concreti: blocchi decisionali da dispute commerciali, stallo dei programmi di innovazione condivisa e, soprattutto, unintended knowledge spillover, la dispersione involontaria di know-how proprietario e Ip a favore del partner-competitor.
Avantime è intervenuta portando le “nuove abilità” manageriali necessarie per governare la tensione strutturale tra cooperazione e competizione, in qualità di unico depositario della metodologia operativa della Coopetizione, concepita ex novo dal Centro Economia Digitale sulla tematica nota alla teoria strategica dagli anni Novanta.
Avantime ha assunto il ruolo di Terza Parte indipendente, garantendo le funzioni di analisi, strategia e controllo che le parti non possono esercitare per conflitto d’interessi.
Tre le leve: un design organizzativo fondato sul principio di separazione, con team e flussi distinti per attività cooperative e competitive; protocolli di governance delle tensioni per isolare le dispute commerciali dall’avanzamento tecnologico; sistemi di knowledge governance per proteggere gli asset proprietari e distinguere il valore condiviso da quello spettante alle singole entità.
Una vulnerabilità sistemica trasformata in un assetto operativo che garantisce, nella pratica, velocità di esecuzione sui progetti congiunti e sicurezza degli asset proprietari.
Le alleanze complesse sono passate da centro di costo e di rischio a canale di business performante, sotto una governance neutrale e rigorosa.
La strategia che combina dinamiche cooperative e competitive tra due o più entità per ottenere vantaggi reciproci e rispondere alle sfide dell’innovazione tecnologica, dei mercati e dei processi geostrategici.
MINISTERO
Libro Bianco sulla
Strategia Industriale del MIMIT
Ingegneria della politica industriale nazionale e Transizione 5.0
MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY
Libro Bianco
Istituzione Centrale di Governo (Ministero delle Imprese e del Made in Italy).
L’organo esecutivo responsabile della definizione e dell’attuazione della strategia economica e industriale del Paese, incaricato di tracciare la rotta per la competitività nazionale al 2030.
Ridefinire il paradigma industriale nazionale in uno scenario globale segnato dalla doppia transizione, digitale ed ecologica, e dalla ridefinizione delle catene del valore.
Il sistema produttivo italiano correva un rischio specifico: il modello del Made in Italy, costruito sull’eccellenza manifatturiera, sarebbe andato fuori scala senza l’integrazione strutturale delle tecnologie avanzate, dall’AI alla robotica industriale, sull’orizzonte 2030.
Il passaggio richiesto era da una postura di adattamento reattivo a una strategia industriale che governasse la complessità e fissasse la traiettoria competitiva di lungo periodo.
Sotto la guida diretta di Rosario Cerra e del team scientifico, l’intervento ha contribuito all’architettura strategica del Libro Bianco sulla Strategia Industriale, ingegnerizzando le proposte fondative di una politica industriale costruita sull’innovazione tecnologica come variabile centrale, non accessoria.
Il Centro Economia Digitale ha alimentato il dibattito con il proprio corpus con alcune leve principali attivate:
Design dell’Architettura “Made in Italy 5.0”: Definizione del framework concettuale per l’evoluzione del sistema produttivo verso un modello che integra tradizione manifatturiera e tecnologie avanzate.
Ingegneria dei Pilastri Strategici Nazionali: Strutturazione dei sette assi fondamentali (innovazione e tecnologia, capitale umano, infrastrutture, sostenibilità, finanza per la crescita, internazionalizzazione, governance) che sostengono la transizione.
Codifica del Modello “Stato Stratega”: Elaborazione del modello di governance in cui il decisore pubblico evolve da regolatore ad abilitatore strategico degli ecosistemi industriali complessi.
È il tipo di apporto che Avantime porta oggi nei mandati istituzionali: tradurre un corpus analitico in strumenti utili al decisore pubblico, dentro un dibattito di policy nazionale.
L’istituzione centrale dispone oggi di un framework strategico codificato che orienta la politica industriale italiana verso il 2030.
La visione è stata tradotta in un position paper strutturato che fissa la traiettoria del sistema produttivo verso un modello integrato, sostenibile e ad alta intensità tecnologica.
È il substrato analitico su cui si appoggiano oggi le scelte legislative e operative di politica economica del Paese.
Una politica industriale fondata sull'innovazione tecnologica come motore strutturale del sistema produttivo italiano.
ENTE PUBBLICO TERRITORIALE
Agenda Digitale della Regione Lazio
Architettura strategica dell'ecosistema digitale regionale
REGIONE LAZIO
Agenda Digitale
Ente Governativo di scala regionale / Pubblica Amministrazione Complessa.
L’istituzione titolare della cornice strategica e della programmazione operativa della trasformazione digitale del territorio in coerenza con le strategie italiane ed europee.
La Regione Lazio doveva accelerare la trasformazione digitale del territorio in uno scenario segnato da nuove povertà digitali e da divari crescenti fra cittadini, imprese ed enti locali.
Serviva una visione unitaria per superare la frammentazione e indirizzare le risorse verso un modello di Smart Region fondato sui dati.
Il CED ha fornito il supporto tecnico-scientifico alla redazione dell’Agenda Digitale.
L’intervento, guidato dall’individuazione degli ambiti fondativi da parte di Rosario Cerra, ha ingegnerizzato la roadmap della transizione del Lazio verso un modello regionale data-driven.
Le leve principali attivate:
Ingegneria dei Pilastri Strategici: Definizione dei cinque ambiti strutturali (Infrastrutture abilitanti, Cybersecurity, Cultura digitale, Accesso alla tecnologia, Design dei servizi) che costituiscono l’ossatura della programmazione regionale.
Disegno del Modello “Data-Driven Governance”: Strutturazione di una strategia che converte i dati, attraverso modelli Open Data e architetture IoT, in attivatori di valore pubblico e in asset per il monitoraggio del territorio in tempo reale.
Allineamento Sistemico degli Stakeholder: Processo partecipativo che integra i bisogni di cittadini, imprese ed enti locali nel design dei servizi, garantendo l’adozione effettiva del nuovo assetto.
Il sistema regionale dispone di una cornice strategica permanente che guida l’evoluzione del territorio secondo una vision sintetica: più dati, usati meglio e di più per una migliore qualità della vita, maggiore competitività e servizi più accessibili.